Lungo la via della seta

Una nuova edizione di un tour dedicato a moto enduro stradali, normalmente dominato da GS e KTM di grossa cilindrata. Visiteremo i luoghi più belli di Kyrgyzstan e Tajikistan; c’è molto da vedere e occorre una buona programmazione: il nostro itinerario è pensato proprio per essere percorso con questo tipo di moto. Partiremo presto la mattina, ma ci fermeremo sempre prima del tramonto. Quando possibile dormiremo in Yurte o Guesthouse. Non vi promettiamo che troveremo sistemazioni lussuose, ma vi garantiamo che cercheremo sempre di scegliere la sistemazione più agiata possibile. Lungo tutto il tragitto, saremo accompagnati da un auto di supporto, che renderà un po’ più facile il percorrere le strade sterrate del Pamir e del Tien Shan.
Non sono necessarie una grande preparazione o qualità da pilota di rally. Tutto ciò che servirà vi sarà spiegato lungo la strada. Viaggeremo per circa 3500 km, e il rapporto asfalto/sterrato sarà di circa il 60/40%. In alcuni posti l’altitudine supererà i 4000 metri, il passo più alto è a 4655. Le temperature potratto variare da 0 a 40 gradi.
In genere per questo tour accettiamo moto dai 600cc in su, e si può partecipare anche come passeggero del veicolo di supporto.

wyprawy motocyklowe kirgistan
  • – inizio/fine – Bishkek
  • – aeroporto più vicino – Bishkek (FRU) (ottime offerte dall’Italia, con voli A/R sotto i 400 euro)
  • – inizio – 13 luglio 2017
  • – durata – 15 giorni
  • – difficoltà – 5/10
  • – highlights – Tien Shan, Pamir, confine Afghano, laghi Song Kul  e Issyk Kul
  • Giorno 1: – Partiamo da Bishkek e andiamo a ovest, a Kara Balta giriamo a sinistra e imbocchiamo la strada M41, su cui rimarremo per alcuni giorni. Attraverseremo il Too Ashu Pass e la bellissima valle di Susamyr. Ci fermeremo per la notte in tenda sulle sponde del lago Toktogul.
  • Giorno 2: – Il secondo giorno guideremo lungo il Naryn canyon e quindi nella calda valle di Fergana. Non ci fermeremo nella post sovietica Osh ma proseguiremo fino a sud sulla nuova strada, asfaltata di recente. Sary Tash, situata nella valle di Altay, offre vedute spettacolari delle montagne del Pamir.
    Giorno 3: – Guideremo fino al campo base del Pike Lenin. Se il tempo sarà bello, e in genere lo è, in questa stagione, avremo una vista entusiamante sul 7000 più facile da scalare in tutta la sua maestosità. Dormiremo in yurte a 3500 metri, quinidi ci inizieremo ad adattare all’altitudine.
  • Giorno 4: – Salutiamo il Kyrgyzstan e entriamo in Tajikistan, attraversando il Kyzyl Art pass. Nonostante sia la principale arteria di collegamento tra i due paesi, questa potrebbe essere, con la sua terra  rossa (Kizyl) la parte più difficile di tutto il viaggio, se nei giorni precedenti dovesse aver piovuto. La strada del Pamir, che attraversa il passo Ak-Baital, a 4655 metri, è quasi tutta asfaltata, ma un po’ diversa da quello che abbiamo trovato in precedenza in Kyrgyzstan. Passiamo Karakul, dove ci fermeremo poi al ritorno, e proseguiamo fino a Murghab. Non  è di sicuro la più bella città al mondo, ma offre qualche possibilità di buona sistemazione e non è situata a una altitudine troppo elevata.
  • Giorno 5: – Poco da dire: lasciamo Murghab e percorriamo la M41 fino a Khorog, dove soggiorneremo in una pensione. Vedremo la Pamir Highway in tutta la sua gloria.
  • Giorno 6: – Un giorno di riposo, per chi vuole, una gita nella valle di Roshtkala.
  • Giorno 7: – Percorreremo il corridoio del Wakhan lungo il confine afghano. Saluteremo i bambini tajiki e faremo ciao con la mano ai pastori afghani dall’altra parte del fiume. Ci fermeremo a Bibi Fatima, dove dormiremo in una pensione.
  • Giorno 8: – Jarty Gumbez. Notte in tenda.
    Siamo sicuri che molti di voi si ricorderanno di questa giornata come della migliore della vacanza. Perché? Non ve lo diciamo perché va vissuta…
  • Giorno 9: – Non staremo molto tempo in moto oggi, ma vogliamo tenerci qualche ora per poterci dedicare a una passeggiata e a molte foto sul lago. Sarà la nostra notte più in alto, ma ormai dovremmo  essere abituati e non sarà un grosso problema. Un luogo magico, anche se farà probabilmente freddo,  ma la stufa della nostra pensione sarà di sicuro accesa. Alimentata da cosa, visto che non ci sono alberi? Lo scoprirete da soli…
  • Giorno 10: – Rientriamo in Kyrgyzstan e ci dirigiamo nella zona di Jalalabad, dove dormiremo in tenda. Da questo momento in poi ci dirigeremo verso il Kyrgyzstan più vero.
  • Giorno 11: – Raggiungeremo il lago Song Kul, che a nostro parere è il luogo più bello del paese. Situato a oltre 3000 metri e circondato da montagne ancora più alte, è disseminato di yurte e cavalli. Abbiamo negli anni scattato migliaia di foto qui, e speriamo che le vostre siano ancora migliori. Notte in yurta.
  • Giorno 12: – Passiamo il passo, curiosamente chiamato MELS (abbreviazione di quatro ideologisti enormemente rispettati dai Sovietici) e raggiungiamo il caravanserraglio di Tash Rabat, dove trascorreremo la notte in yurta.
  • Giorno 13: – Lontani da ogni forma di civiltà, attraversiamo la più bella gola del Kyrgyzstan. Notte in tenda.
  • Giorno 14: – Issyk Kol è il mare dei Kyrgysi. E’ lungo 200 km  e rispetto al resto del paese è a un’altitudine piuttosto bassa (1600mt). L’acqua è quindi abbstanza calda da farci un bagno, almeno per chi non è troppo abituato al mediterraneo 🙂 Notte a Tamga, in una pensione.
  • Giorno 15: – Rientriamo con un po’ di nostalgia per i giorni appena passati a Bishkek. Per rendere la giornata un po’ meno triste, la mattina ci facciamo un giro sulla più bella strada sterrata del mondo!
  • – prezzo – 1620 EURO + trasporto della moto (costo andata e ritorno per i partecipanti 1050 EURO)

Jeżdżę motocyklem od 30 lat . Obecnie BMW R1200 RT i do tego momentu moja historia dotyczyła jazdy po asfaltowych drogach całej Europy . Przy jednym ze spotkań usłyszałem o wyprawie do Kirgistanu i zaświtało mi coś szalonego – a może i ja wybiorę się na taką wyprawę ? Szybki telefon do Organizatora – czy jest szansa abym pojechał RTekiem i tu mały hamulec – motocykl super, ale zbyt ładny na taka wyprawę .
I w tym momencie otrzymuję propozycję od  kumpla z którym miałbym pojechać że, są do kupienia dwa roczne GS 800tki – szybka decyzja i mam czym jechać . Nadszedł czas wyjazdu. Pierwsze trzy dni Krzysztof podbiera mnie czy ertekiem dałbym radę. a ja mu na to że bez żadnego problemu . Dzień czwarty zaczyna się już zupełnie inaczej , zaczynamy  bezdroża i zaczyna się przygoda. Nawinęliśmy prawie 4000 km drogami Kirgistanu i Tadżykistanu. Każdemu kto jeździ motocyklem polecam spróbowanie takiej przygody, z dużym respektem, ale na 100% bez żadnych wątpliwości wybrałbym się jeszcze raz w tamtym kierunku. Oczywiście potwierdziły się słowa Krzysztofa, że RT to nie sprzęt na taką wyprawę, ale GS 800 to jak dla mnie idealny motocykl na taki klimat wyprawy.

Mariusz Kowalczyk, Poznań



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